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“No agli untori elettronici. Contro l’imbarbarimento del dibattito pubblico”

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Copyright Marina Leoni

Non è un bel periodo per il dibattito culturale e politico, in Sardegna. Al confronto tra idee e al loro vaglio critico si è sostituito il conflitto aperto, spesso tra opposte teorie del complotto, incuranti di basilari criteri di metodo e di elementari regole di buona creanza e di rispetto per la persona. Il tutto moltiplicato dall’uso ineducato degli strumenti informatici, in particolare dei social network. E così, sul web accadono cose strane e inquietanti.

Esiste un blog – che non citeremo, per evitare pubblicità immeritata – dedicato unicamente agli attacchi personali. Se ne discute molto in questi giorni. Capita che se qualcuno esprime idee invise ai suoi tenutari, questi scrivano al Direttore del dipartimento in cui questa persona lavora, sino a costringerla al silenzio. Accade che un linguista militante ma di solida formazione accademica sia deriso perché è arrivato tardi agli studi superiori. Accade che una storica attivista antimilitarista e un pubblico ministero siano attaccati sul piano personale e anche per il loro aspetto a causa del loro impegno civile e professionale. Accade che un archeologo dell’Università che comunica le novità di Mont’e Prama venga ugualmente trasformato in bersaglio.

Sotto pseudonimo, ma con un linguaggio riconoscibile, viene adottato un metodo che è quello tipico dello squadrismo: insulto, derisione, denigrazione personale. Gli autori dei testi in questione vorrebbero difendere paradigmi e teorie scientifiche alle quali presumono di ispirarsi, e in generale difendere lo status quo, anche sul piano politico (come dimostra il rifiuto della linguistica computazionale, o la ridicolizzazione di qualsiasi tesi storica o archeologica non condivisa, e l’attacco a chi denuncia l’inquinamento causato da basi e installazioni militari in Sardegna), ma attaccano anche chi, nell’accademia stessa, non sia allineato con la loro idea. Al dibattito scientifico e al confronto delle idee preferiscono il bullismo. Vogliono la distruzione dell’avversario e desiderano che il loro opponente non parli. Gioiscono del fatto che una delle loro vittime abbia annunciato la chiusura del suo blog.

Tutto questo è barbaro e getta un’ombra sui modi di funzionamento e sulla legittimità stessa del dibattito culturale in Sardegna, un bene comune che vogliamo difendere. La sua regressione sino a questo livello è un grave pericolo per la Sardegna e apre la strada alle peggiori manifestazioni di violenza.

In questo momento, vogliamo anzitutto esprimere tutta la nostra solidarietà alle persone che sono state attaccate sul piano personale, semplicemente per non essere allineate con le posizioni che ispirano questo blog.

Facciamo inoltre un appello a tutte gli studiosi, alle autorità accademiche, ai mass media, ai cittadini, perché il dibattito culturale, che è un bene comune e appartiene a tutti, mantenga qualità civili.

Chiediamo in particolare alle autorità responsabili, di prendere posizione contro questa forma di squadrismo intollerabile.

Chiediamo infine ai responsabili di questo blog di confrontarsi con le idee dei loro opponenti e di usare argomenti, e non insulti personali o caratterizzazioni degradanti. Tutto questo vi squalifica e, se veramente amaste la cultura come possibilità di conoscere e non solo come autorità, vi dovrebbe fare vergognare di voi stessi. Restiamo, tutte e tutti, umani.

Marcello Madau

Simone Mereu

Nicolò Migheli

Alessandro Mongili

Omar Onnis

(Copyright foto: Marina Leoni)



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2 Responses to "“No agli untori elettronici. Contro l’imbarbarimento del dibattito pubblico”"

  1. Linalba Ibba Posted on 8 ottobre 2014 at 22:29

    non solo sotto scrivo, ma darò la più ampia diffusione possibile. Questi sono dei novelli delinquenti che usano il muretto a secco telematico, Troppi interessi in campo.

  2. […] archeobuoni, e via etichettando), da un altro alcuni bei tomi, strenui difensori dello status quo, si buttano nella mischia con azioni squadristiche, delegittimando o attaccando personalmente singoli portatori di tesi alternative o semplicemente […]

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