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Il programma dell’assessorato all’agricoltura ricalca il manifesto sulla filiera del cibo, e in particolare i cinque punti individuati:

  • PERSEGUIRE LA SOVRANITA’ ALIMENTARE
  • TUTELARE LA TERRA FERTILE
  • RICONOSCERE E TUTELARE I PRODUTTORI
  • RICONOSCERE IL CIBO COME STRUMENTO PER COSTRUIRE RELAZIONI
  • ORGANIZZARE E STUDIARE L’AGRICOLTURA

Questi temi sono anche indicati come prioritari nella nuova Politica Agricola Comunitaria e sono le linee guida che formeranno al traccia per la stesura del nuovo piano di Sviluppo Rurale

Nel percorso di costruzione delle proposte sull’economia del cibo i cittadini hanno evidenziato la necessità di riorganizzare le filiere della zootecnia, agricole e della pesca, ma anche di utilizzare il cibo come strumento di valorizzazione dell’identità e della cultura sarda. È emerso anche il bisogno di maggiori strumenti di tutela, salvaguardia e promozione dei prodotti sardi come modalità di lotta allo spopolamento delle aree interne, attraverso l’agevolazione del consumo di prossimità (circuito di promozione e vendita dei prodotti a chilometro zero), la tutela della biodiversità animale e vegetale e il riconoscimento del loro valore economico. Inoltre, è stata segnalata la necessità di riorganizzare la gestione delle risorse idriche, di garantire il diritto alla buona alimentazione (il cibo di qualità è un diritto), di salvare i terreni agricoli (anche attraverso la lotta al land grabbing in tutte le forme in cui si sta manifestando in Sardegna) e di preservare la risorsa rappresentata dal paesaggio agricolo.

Incentiveremo la produzione per il mercato interno attraverso il sostegno e il rafforzamento di filiere di produzione, lavorazione e distribuzione di prossimità. Il nostro primo mercato è la Sardegna.

Definiremo programmi di promozione internazionale e trade missions coordinati dalla Regione per la promozione di prodotti sardi in mercati esterni e creazione di un servizio regionale di supporto tecnico, contrattuale e linguistico.

Sosterremo e incentiveremo le produzioni biologiche e l’utilizzo strategico dei marchi di qualità alimentare (secondo i nuovi orientamenti comunitari) e sviluppo di marchi ombrello per piccole produzioni locali in modo da promuovere e proteggere la produzione, fidelizzare i consumatori ed eliminare le frodi alimentari.

Integreremo le filiere di produzione, incluse quelle mangimistiche, col territorio attraverso incentivi per l’utilizzo innovativi dei prodotti in eccedenza o in prima produzione, come ad esempio, la lana e il sughero nell’edilizia.

Incentiveremo il recupero e l’utilizzo economico delle biodiversità di cui la Sardegna è ricca attraverso un sistema di tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale, Repertori regionali di razze e varietà locali, Agricoltori Custodi e centri di riproduzione e distribuzione

Supporteremo la produzione forestale sughericola e le attività collegate.

Riconosceremo ad allevatori, agricoltori e pescatori il loro ruolo di “custodi” del paesaggio e attiveremo con loro appositi contratti ambientali, con incentivi per il loro contributo alla conservazione naturale, tutela della biodiversità e pesca sostenibile.

  1. Piano di Sviluppo Rurale

Impegno urgente sarà la stesura del nuovo piano di sviluppo rurale 2014-2020, snodo delle politiche agricole fino al 2020.

Tra le nuove priorità si da importanza a diversificazione produttiva, multifunzionalità aziendale e tutela della biodiversità. In accordo con queste indicazioni saranno varati provvedimenti che riconoscano gli “agricoltori e gli allevatori custodi” e il loro ruolo sociale, economico, culturale. Sarà dato loro un ruolo di servizio alla comunità, attraverso l’utilizzo dei contratti ambientali. Si sosterranno le agricolture familiari di qualità, che verranno protette da specifiche certificazioni

In accordo con la priorità n.1 della PAC, si sosterrà la formazione e trasferimento di competenze intergenerazionali, con una attenzione particolare alle piccole aziende in aree in crisi. Saranno sostenute le scuole agrarie e il loro ruolo nel territorio, utilizzando anche lo strumento comunitario delle azioni multifondo.

In accordo con la priorità 6 della PAC – inclusione sociale, riduzione della povertà e sviluppo economico nelle zone rurali – si potenzierà il ruolo delle comunità locali, attivando strumenti di aggregazione e sostegno solidale e sviluppando gli strumenti dell’housing sociale, come mezzo per sostenere piccoli comuni.

Si rivedranno alla base i criteri di organizzazione gestione dei GAL, rendendoli autonomi e responsabili nella gestione dei fondi assegnati e semplificando l’iter procedurale per accedere ai fondi e spenderli sul territorio. Si porterà l’ente pagatore in Sardegna e si riordineranno i compiti delle agenzie rispetto all’assistenza tecnica e al trasferimento tecnologico

  1. Allevamento

Filiera ovina:

Si studierà una politica di programmazione delle produzioni e relativa politica commerciale, in modo che le variazioni di prezzo non gravino solo su allevatori e pastori così come avviene da sempre.

Si affronteranno problemi legati ai processi industriali di produzione, come, per esempio, quello dello smaltimento della scotta che, in quanto rifiuto speciale, pone particolari problemi di smaltimento e rischia, se non risolto, di mettere in ginocchio il settore. In questo caso si studierà la possibilità di utilizzarla in filiere collegate

Si intensificherà l’utilizzo di marchi e disciplinari nonché una diversificazione dei formaggi con prodotti innovativi.

Si rafforzerà la filiera certificata dell’agnello IGP, mai realmente decollato. Si eviterà di interrompere l filiera e si controllerà più puntualmente la provenienza sarda degli agnelli. Si studieranno modelli che permettano di mantenere il controllo degli animali e metodi di marchiatura alternativi.

Bovini da carne:

Si sosterrà la realizzazione di centri di finissaggio per diminuire la dipendenza netta della Sardegna dall’importazione di carni. Con il rafforzamento delle filiere mangimistiche, sarà possibile compiere in loco tutte le fasi della produzione.

Filiera del cavallo

Si realizzeranno azioni tese a rivitalizzare un settore in forte crisi, che ha ancora potenzialità di recupero notevoli, soprattutto legate all’allevamento di cavalli selezionati e al turismo equestre, curando le manifestazioni di settore.

  1. Agricoltura

Salute, unicità e tutela del paesaggio agrario saranno le linee guide degli interventi agricoli.

Già ora. i paesaggi agrari del Mandrolisai, con le sue aree vitate, e della Gallura, con le ampie sugherete, sono inseriti nell’elenco del MIPAF dei paesaggi agrari da salvaguardare. Tale salvaguardia non ha solo valore estetico, ma anche economico, sociale, culturale e ambientale.

DOP

Si riorganizzeranno le tre DOP esistenti, integrandole o eventualmente modificandole con marchi territoriali più snelli, secondo le nuove indicazioni dell’UE.

Orticoltura

Si sosterrà lo sviluppo dell’orticoltura, anche su piccola scala (l’agricoltura familiare secondo la nuova PAC), destinandola ai mercati di prossimità o alle mense, e nelle aree montane. E’ un settore che si presta molto bene all’utilizzo di sementi tradizionali e allo sviluppo economico della biodiversità.

Si sceglieranno prodotti-simbolo intorno ai quali costruire filiere specifiche: per esempio lo zafferano, le patate di montagna, i fagioli.

Frutticoltura.

Si incentiverà la frutticoltura da tavola e da guscio, valorizzando economicamente l’altissima biodiversità, riportando nei campi alcune delle varietà locali e rendendole nuovamente produttive.

Si sosterrà Il vivaismo: l’assenza di un vivaismo organizzato crea problemi sia per quanto riguarda la scelta delle varietà di impiantare sia per quanto riguarda il rischi di introdurre patogeni con l’importazione delle piante.

Vitivinicoltura

Si valorizzerà la grandissima varietà di vitigni “minori”, tutti usati in vitivinicoltura. E’ una parte della produzione, molto fragile, ma le sue caratteristiche, e il fatto che la Sardegna risulta uno dei luoghi della domesticazione della vite, fanno si che possano essere utilizzati anche come prodotti simbolo per raggiungere mercati molto elitari e per narrare la Sardegna.

Si sosterrà, con interventi di promozione e di assistenza, la parte della commercializzazione del vino, anche incentivando la formazione in Sardegna, di figure specializzate

Saranno sostenute le produzioni biologiche in tutti i settori, e prioritariamente quelle esperienze integrate anche con la multifunzionalità e la formazione

I programmi di sostegno e sviluppo prevederanno la possibilità di erogare sostegni e finanziamenti solo a fronte del coinvolgimento dell’intera filiera. Esistono già alcuni esempi virtuosi di filiere complete, prima fra tutte quella del grano. Saranno sostenute e incentivate tutte quelle azioni volte alla riproduzione di tali esempi, anche in settori diversi. Saranno curate in modo particolare tutte quelle filiere che hanno una base di aziende già attive (mandorle, erbe officinali, miele, ecc) e quelle che presentano la chiusura della filiera ma non la produzione delle materie prime.

Anche in accordo con altri assessorati, si opererà in modo che anche le parti “no food” della filiera siano realizzate in Sardegna (bottiglie, packaging, ecc).

  1. Forestazione

Saranno sviluppate le attività di selvicoltura produttiva e di frutticoltura, sia di frutta da mensa sia di frutta da guscio, essenziale questa per sostenere la produzione dolciaria sarda e per chiudere la filiera.

Si rivitalizzerà il settore della sughericoltura, in forte crisi, curando tutta la filiera e sostenendo la comunicazione, anche internazionale, sull’utilizzo di questo materiale, sia nel settore vinicolo, sia nel settore edile, sia in altri settori innovativi

  1. Pesca

La crescente diminuzione della produttività della pesca porta a intensificarne l’intensità che a sua volta porta a diminuire la produttività. Per poter ricavare un redditto adeguato si sfrutta l’area di pesca il più possibile, anche con attrezzi e con tempi che non sarebbero consentiti. L’overfishing, le catture accidentali e le pratiche di pesca non sostenibili hanno portato a una situazione che in qualche caso è di non ritorno e occorre mettere in atto pratiche virtuose per salvare almeno le situazioni non del tutto degradate.

Un altro problema molto serio del settore è che l’età media dei circa 3000 pescatori sardi e di circa 58 anni, troppo elevata per garantire il proseguimento delle attività.

La Sardegna è completamente all’interno della zona di pesca FAO GSA11, zona che è di sua esclusiva competenza. Questo fatto rende possibili politiche di pesca autonome, da non negoziare con altre regioni europee.

La programmazione si rivolerà in maniera differente alle aree interne e al mare.

Le lagune costiere fanno parte quasi tutti del demanio regionale. Alcune di esse sono improduttive, perchè troppo inquinate. In altre invece si svolgono da molti anni fiorenti attività di allevamento del pesce e dei molluschi, con delle situazioni di assoluta eccellenza. Si presterà particolare attenzione alle lagune, che risultano essenziali non solo per l’attività economica che si svolge al loro interno, ma anche per l’importante ruolo di gestione ambientale che svolgono le attività gestite. Sarà essenziale regolare le concessioni di pesca, garantendone una durata almeno qundicinnale e una continuità di gestione che permetta anche gli investimenti. Si valuta che una migliore organizzazione delle attività nella lagune e la loro diversificazione, possa triplicare il numero di addetti in soli tre anni.

Per quanto riguarda la pesca in mare, occorre sviluppare la programmazione, anche utilizzando meglio gli strumenti dei Piani Locali di Gestione e dei GAC e consentendo così una gestione integrata del mare e delle coste anche integrandosi con i GAL. Si potranno attivare contratti ambientali per il recupero di aree degradate, incentivando tutte le attività di pesca sostenibile e sperimentando modelli di azione che garantiscano contemporaneamente il lavoro dei pescatori e la tutela dell’ambiente marino. Saranno attivate e affidate ai pescatori, aree di ripopolamento, sul modello di quelle già esistenti per i l ripopolamento dell’aragosta. In particolare si lavorerà sui ricci, che hanno raggiunto un livello di criticità importante ma, avendo una crescita veloce, le popolazioni possono ricostruirsi in tempi brevi.



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