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Omar Onnis: beni culturali, istruzione, spettacolo e sport

Categories: Pillole di Programma

La cultura, l’istruzione, la creatività e la storia della nostra gente sono patrimoni materiali e immateriali inestimabili. Rappresentano la principale fonte di identificazione collettiva e la base del nostro senso di appartenenza, ma sono anche una risorsa sociale ed economica potenzialmente decisiva, nell’ottica di una emancipazione dei sardi dalla loro condizione minorizzata e subalterna.

1. Scuola

L’emergenza più gravosa è la dispersione scolastica, da affiancare al basso tasso di istruzione della popolazione sarda. Necessaria sia una revisione statutaria, sia un intervento legislativo ordinario per dare una normativa adeguata all’intero settore. Interventi infrastrutturali e sul dimensionamento scolastico, per la salvaguardia del diritto allo studio e per il mantenimento della presenza scolastica in tutte le regioni dell’isola, in ragione delle esigenze del territorio. Soluzione al problema del precariato, penalizzato dalle normative statali. Crescita quantitativa e qualitativa dei servizi all’infanzia (a partire dai nidi), con adeguati investimenti.

2. Il patrimonio linguistico sardo

La Sardegna gode di un privilegio notevole: possiede un patrimonio linguistico ricco e storicamente significativo. Un patrimonio che fino ad oggi è stato minorizzato e trattato molto male dagli stessi sardi, specialmente dalla politica e dall’intellettualità dell’isola. Bisogna ribaltare l’approccio e restituire al sardo e alle lingue di Sardegna una condizione paritaria e tutta la libertà di essere usate in qualsiasi contesto e con qualsiasi mezzo. Verifica degli esiti della politica linguistica della Regione. Verifica del processo di standardizzazione del sardo e avvio di processi partecipativi per rilanciarlo in termini condivisi. Promozione di indagini socio-linguistiche sul nesso tra dispersione scolastica e questione linguistica sarda. Sostituzione della L.R. 26/97 con una normativa più forte e adeguata. Verifica degli effetti della L. 482/99 e suo rilancio operativo, anche in contrato con i pronunciamenti della giurisprudenza italiana. Promozione dell’istruzione bilingue dalla prima infanzia all’insegnamento universitario. Sostegno all’uso del sardo e delle lingue di Sardegna nei mass media e nell’editoria, con verifica puntuale della qualità e degli esiti. Creazione di un ente dedicato allo studio, alla ricerca, alla formazione e alla promozione del patrimonio linguistico sardo, con severi criteri di accesso ai ruoli. Programmi di diffusione della conoscenza linguistica anche per adulti e in connessione con la riappropriazione del nostro patrimonio storico e artistico. Promozone del riconoscimento internazionale del patrimonio linguistico sardo. Promozione dell’aggiornamento e della formazione permanente di insegnanti e operatori linguistici. Sostegno a programmi laboratoriali su ambiente, storia, arte, teatro, educazione di genere, anche agevolando l’accesso a finanziamenti dell’Unione Europea.

3. Università e ricerca

Al centro della scena devono tornare gli studenti e la ricerca, veri motori e vere risorse dell’ambito accademico. L’Università in Sardegna deve essere sia una porta sempre aperta sul mondo, sia un fattore strategico della crescita culturale e dello sviluppo umano sul territorio. Verifica e applicazione secondo il suo spirito originario della L.R. 7/2007 ed eventuale aggiornamento normativo. Coinvolgimento dei ricercatori nella pianificazione di un modello di ricerca integrato, reticolare, condiviso e collegato col livello internazionale (anche quanto a verifica dei risultati e a finanziamenti). Verifica sul decentramento universitario e suo eventuale adeguamento. Studio di un terzo polo universitario indipendente (sul modello Open University). Sostegno ai Conservatori e all’Accademia di Belle Arti. Riformulazione del Master&Back, dopo attenta valutazione dei suoi esiti. Ripristino del vincolo di destinazione (alta formazione a livello internazionale) del finanziamento regionale alla AILUN. Interventi sull’ERSU e riformulazione ove necessario delle misure di sostegno al diritto allo studio, anche con interventi infrastrutturali.

4. Spettacolo, cinema, teatro, musica, tradizioni popolari

Revisione della Film Commission in senso più progettuale e nel senso di una maggiore trasparenza. Pianificazione degli interventi di sostegno pubblico al settore, con adeguato finanziamento (anche attingendo a fondi europei, con una progettazione adeguata). Verifica e revisione normativa della L.R. 18/2006 sullo spettacolo e rifinanziamento delle attività. Sostegno ai Conservatori e alla diffusione della pratica musicale. Promozione dello studio e della promozione della musica e della coreutica tradizionale, con sostegno all’attività delle associazioni culturali e folkloriche.

5. Patrimonio storico-archeologico e demoantropologico, beni comuni

La Sardegna possiede un patrimonio storico-artistico e monumentale, ma anche demo-antropologico tra i più significativi d’Europa e del Mediterraneo. Anchìesso, come quello linguistico e in stretta connessione con esso, è stato ampiamente minorizzato e reso insignificante. Il che ha comportato una perdita netta di ricchezza culturale, di senso di appartenenza e di impoverimento economico e demografico. La tendenza va invertita immediatamente, con congrui interventi legislativi e di finanziamento, anche attingendo a fondi europei. Valorizzazione e integrazione del patrimonio storico-archeologico-artistico sardo e anche dei siti industriali e minerari dismessi, con rilancio della loro acquisizione al patrimonio pubblico per attività museali, didattiche e divulgative (rilancio del Parco Geominerario). Intervento legislativo di pianificazione integrata. Cancellazione o profonda revisione della normativa che istituisce la Fondazione Unica Regionale sulla Cultura. Riforma dell’ISRE (accesso ai ruoli per concorso pubblico e trasformazione in un vero ente di ricerca e promozione culturale). Sistema bibliotecario sardo, integrato e rispondente ai dettami del Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche. Proposta di un museo della Civiltà dei sardi (storico-archeologico-antropologico). Ripristino dell’unità del complesso monumentale dei Giganti di Monte Prama e allestimento di un museo del territorio del Sinis a Cabras, ove ospitarlo adeguatamente.

6. Sport

Lo sport deve diventare un fattore di crescita civile, di socializzazione e di promozione della Sardegna fuori dell’isola. Necessari interventi strutturali di pianificazione integrata a sostegno dello sport di base, di quello per disabili, per anziani, ecc. Promozione delle discipline minori. Organizzazione di eventi sportivi internazionali e promozione delle rappresentative sarde in tutte le discipline. Rivisitazione delle sponsorizzazioni allo sport professionistico secondo criteri di effettiva promozione della Sardegna, con puntuale verifica degli esiti.



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