Notizie

Efisio, l’uomo del grano

Categories: Elezioni 2014,Storie

Quando mi hanno raccontato la storia di Efisio Rosso mi ero immaginata di andare ad incontrare un uomo anziano, un contadino lungimirante con una vita di lavoro nei campi; invece Efisio è un quarantacinquenne di Carloforte laureato in economia che in un campo non ci aveva mai messo piede fino a pochi anni fa. Prima faceva il consulente aziendale e aiutava le imprese a strutturare le richieste di finanziamento, poi è iniziata la crisi e allora quest’uomo pacato e dalla mente insolita, che aveva imparato a conoscere i problemi strutturali delle realtà per cui aveva lavorato, si è messo a immaginare un nuovo sistema di organizzazione per una delle filiere più sfilacciate della nostra economia: quella del grano.

Non si è fatto spaventare dai problemi di sempre – terreni piccoli e irregolari, contadini disimparati a progettare, mercato al ribasso ed eterodiretto – e si è invece messo a osservare le risorse a disposizione, a partire dalle relazioni sul territorio. Si è reso conto che se i consorzi di filiera spesso falliscono non è perchè i sardi siano incapaci di collaborare, ma perchè diffidano – non sempre a torto – delle strutture rigide o gerarchiche. Una rete più fluida e leggera poteva attirare fiducia dove altri sistemi avevano fallito e da questa intuizione Efisio ha immaginato un marchio-ombrello che potesse rappresentare gli interessi di molti soggetti coinvolti nella produzione del cibo, senza vincolarli.

Dapprima ha incontrato una ventina di contadini per discutere del prodotto da coltivare, poi ha cercato accordi con i mulini sardi (che di grano sardo ne usano da sempre pochissimo), dopo ha trovato un pastificio che sposasse la visione etica che stava cercando di dare al progetto e infine ha chiuso la filiera attivando i canali di distribuzione delle paste, dei cereali sfusi e dei legumi da tavola e da mangime. In poco tempo ha trovato altri giovani agricoltori che hanno creduto nella sua progettazione e con loro ha ragionato sin da subito di scelte. Insieme hanno rinunciato a fare la battaglia di mercato su grani di largo consumo, perchè altri paesi ne producono in quantità molto maggiori e la sua unica arma di mercato è il prezzo al ribasso. Insieme hanno invece fatto ricerca sulla reintroduzione del grano Cappelli, storico cereale di alta qualità nella cui produzione in passato i sardi erano leader, e hanno cominciato a piantarlo in Marmilla (tramite la Cooperativa Madonna d’Itria) e nel Sinis (tramite il Consorzio Sinis Agricola). Con questo prodotto speciale si sono proposti ai mulini e hanno ottenuto quello che per ora nessuna organizzazione sindacale dei contadini era riuscita a ottenere per i suoi iscritti: un prezzo minimo garantito per il grano. Oggi i contadini che aderiscono al marchio ombrello Sardo Sole sono diventati duecentocinquanta e godono del diritto elementare di sapere quanto frutterà ogni semina già prima di raccogliere il prodotto, e non dopo come era accaduto finora. Le paste della filiera di alta qualità si trovano in molti supermercati e in una decina di ristoranti in tutta l’isola, i migliori, da S’aposentu di Roberto Petza a Su Carduleu di Roberto Serra, fino a Josto al Duomo di Pierluigi Fais. Efisio invece si trova a Villamar, dove ogni giorno controlla la qualità del grano conferito, negozia con i mulini per le scorte, ragiona con i ristoratori di come promuovere la pasta e sogna una Sardegna dove la sua impresa sia il modello normale di ogni produzione agricola.

A fronte di questa capacità organizzativa c’è un vuoto completo da parte della politica. Negli ultimi cinque anni l’azione in agricoltura è stata disastrosa: non solo non esiste una programmazione organica, ma nessuna riforma fondiaria è stata avviata e persino i soldi comunitari che arrivano per la ricerca e lo sviluppo non sono stati erogati nei tempi di legge. L’Europa chiede infatti che il supporto economico alle imprese agricole sia speso entro due anni, ma la Regione Sardegna ha i tempi di erogazione più lenti fra tutte le regioni coinvolte nel finanziamento. La colpevole incapacità dimostrata da questa giunta regionale nell’investire risorse sulla nostra più grande ricchezza pulita la pagheremo molto cara, perchè condizionerà negativamente il prossimo periodo di programmazione, quello che andrà dal 2014 al 2020: l’Europa infatti non darà più soldi a chi si è dimostrato incapace di spenderli.

Efisio qualche idea su come fare scommetto che l’avrebbe avuta.

Facebook

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.