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Se è vero che l’anima di ognuno di noi obbedisce a un elemento naturale, Elvio Sulas è senza dubbio un uomo di terra. Gli piacciono le cose pratiche, gli oggetti con una storia e i tempi lenti della natura, dove passa tutto il suo tempo libero. Nessuno dei suoi confinanti capisce perchè Elvio Sulas coltivi il suo terreno con la lavanda. Ha un buon profumo, questo è certo, ma quale utilità? Non la mangiano le persone, non la mangiano gli animali e non ti danno nemmeno i contributi per piantarla. Elvio in un primo momento ha provato anche a convincerli della sensatezza di quello che stava facendo, sperando magari di spingerne qualcuno a seguire il suo esempio, poi però si è arreso: adesso i loro mormorii non li ascolta più. Semina le piante, le accudisce, aspetta che arrivino al culmine della fioritura e poi con un falcetto taglia le infiorescenze. Le porta ancora fresche in un laboratorio di Silanus e ottiene un olio essenziale di qualità eccellente che vende via internet a prezzi molto significativi. È un uomo sveglio, Elvio Sulas, di quelli che tra vedere, capire e fare ci passa un tempo molto piccolo. Si è anche creato da solo una piccola sinergia locale: durante la fioritura un amico gli porta le sue arnie e lascia che le api si nutrano del polline di lavanda, dando vita a un miele unico, dai sentori particolarissimi. L’idea gli è venuta per intelligenza imitativa, dopo essere stato a Grasse in vacanza con un amico. Si è innamorato delle distese di piante aromatiche e di fiori per la profumeria di cui quel distretto è leader mondiale, ma soprattutto ha riconosciuto in quelle essenze anche molte piante che in Sardegna crescono spontanee. Dopo aver fatto analizzare il suo terreno da un tecnico per capirne le potenzialità, ha deciso di provare a sperimentare alcune di quelle coltivazioni. Non si era sbagliato: la lavanda provenzale nell’agro di Riola Sardo viene su che è una meraviglia.

È davvero un sognatore Elvio? Forse no: gli olii essenziali e le piante officinali e aromatiche hanno un mercato molto vasto in tutto il mondo e l’offerta è nettamente inferiore alla domanda. Secondo i dati della FIPPO, la Federazione Italiana Produttori Piante Officinali, nel solo mercato italiano il 70% delle erbe officinali e aromatiche necessarie viene importato, perchè le campagne non ne producono a sufficienza. In Sardegna, dove ci sono molti territori vocati a queste coltivazioni, la produzione di erbe aromatiche è quasi insignificante rispetto al potenziale e si concentra soprattutto sul mirto e sullo zafferano, produzioni storiche a cui sono dedicati comunque pochi spazi sul totale dei terreni incolti dell’isola: parliamo di circa 200 ettari totali. L’offerta non basta nemmeno a coprire l’ambito alimentare e liquoristico, trascurando quasi totalmente i mercati cosmetici, settori in cui operano a livelli espandibili anche diverse aziende sarde. La recente scoperta del principio antibiotico (ribattezzato “arzanolo” in onore di Arzana) dell’elicriso del Gennargentu lascia intuire sviluppi interessanti anche in ambito fitofarmaceutico. La Regione Sardegna ha finanziato qualche progetto attraverso l’agenzia per l’agricoltura Laore, ma i risultati ottenuti sono ben lontani dalla costituzione di quella filiera organizzata che nell’isola ha le potenzialità per dare lavoro a centinaia di persone, dalla formazione alla produzione, dalla trasformazione alla commercializzazione. Elvio Sulas, coltivatore di erbe aromatiche di Riola Sardo, non è una romantica eccezione, ma il modello d’avanguardia di una Sardegna già possibile.



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