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Salvatore Corveddu – Industria

Categories: Pillole di Programma

1) Politica industriale oggi – per la Sardegna – deve significare innanzitutto guardare lontano, ragionare sul lungo periodo uscendo da scelte imposte e solo apparentemente condivise, che hanno svelato più che un carattere duraturo un forte legame con politiche di accattonaggio fiscale.

La politica della ricerca e dell’università deve riprendersi un ruolo centrale in concorso e sostegno alle linee di programmazione per ragionare sulle prospettive future. Inoltre nella esperienza industriale fin qui attuata si è formata una classe di tecnici e di lavoratori, che ha contribuito alla crescita culturale e sociale della nostra regione, e che costituisce un patrimonio anche per nuove opportunità di lavoro.

Questo quadro impone una necessaria riorganizzazione che non può prescindere – nell’immediato – da ciò che esiste, ma con il diritto e il dovere verso le generazioni future di pretendere una totale innovazione.

In Sardegna, a tal proposito, non mancano le capacità e le intelligenze ma è necessaria una più adeguata iniziativa con il supporto di strumentazione organizzativa e di sostegno, che va approntata dal governo regionale.

Ciò presuppone, da parte di tutti gli attori, lo sviluppo di un rapporto socialmente responsabile attraverso l’impegno di tutti i soggetti implicati, ciascuno in rapporto al proprio ruolo e con la finalità di porre al centro i temi sociali, etici e ambientali.

Tale impostazione, nel programma di Sardegna Possibile, si declina anche in un dialogo sistematico tra Regione, Enti Locali, Università e centri Ricerche, Associazioni imprenditoriali e Sindacati.

2) I punti centrali di un necessario processo riorganizzativo sono:

  • riorganizzazione, riqualificazione e bonifiche delle maggiori aree industriali, verso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo;
  • definizione di un Piano Energetico regionale che distingua tra elettricità, calore e trasporti (creazione di un’autorità regionale per l’energia);
  • creare un rapporto di sinergie tra i diversi sistemi produttivi e di competenze, anche nell’ottica delle filiere;
  • necessità di un aggiornamento del censimento di tutti i minerali naturali (caolino, feldspati, pietre naturali, sabbie silicee, talco, ecc.);
  • integrazione di politica industriale con altri campi di politiche per la competitività (R&S; trasporti e logistica; bonifiche aree industriali).

3. Oggi i nostri sistemi di piccola e media impresa sono più fragili rispetto al passato

Problemi: burocrazia amministrativa; scarsa ricerca; inadeguato sostegno finanziario.

Soluzioni:

  • favorire la nascita di nuove società professionali che siano in grado di adeguare l’offerta degli stessi servizi alle specificità del nostro modello di produzione industriale ed alle caratteristiche dei nostri territori;
  • un nuovo quadro di sostegno delle incentivazioni;
  • creazione di un Centro direzionale (o Agenzia) per l’innovazione con compiti di selezione, valutazione e monitoraggio dei programmi selezionati. Questo ruolo può essere svolto ripensando i compiti della SFIRS.

4. Rilancio della politica energetica

L’assetto della produzione energetica nel suo complesso (elettrico; idroelettrico; termico; rinnovabili) e la rete di trasmissione e distribuzione rappresentano, per la nostra regione, un quadro insostenibile sia sul piano economico sia sul piano ambientale. Stiamo diventando, sempre più, produttori di energia da esportare e, contemporaneamente, i consumi interni sono in netto calo (circa 29% in meno in 10 anni) a causa della cessazione di attività produttive nella grande industria.

  • Occorre creare, innanzitutto, un’autorità regionale per l’energia ed un portale che favorisca il rapporto tra cittadini, imprese e sistema di generazione e distribuzione;
  • Va perseguito un piano di azione che, oltre a mettere a punto un “piano energetico regionale”, permetta di raggiungere un livello ottimale di “generazione distribuita”, ossia un equilibrio tra produzioni e consumi. In questo contesto vanno distinte le esigenze tra elettricità, calore e trasporti, favorendo azioni verso il potenziamento della mobilità elettrica;
  • Va ripensato e ottimizzato il comparto idroelettrico pensando ad un suo inserimento nell’Agenzia regionale;
  • Deve essere sottoposto a moratoria il sistema di concessione delle energie rinnovabili fino alla definizione di un quadro complessivo;
  • Il rifacimento della rete di distribuzione e trasmissione va riqualificato con le moderne tecnologie ICT e delle reti intelligenti (smart grid);
  • Occorre sperimentare, in alcune realtà urbane, un totale equilibrio tra energie generate – sia elettrica che termica – e fabbisogno privato e pubblico, garantito dal solo apporto di sistemi rinnovabili (eolico, solare, biomasse).


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