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La Sardegna che non ha paura dei baci

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Quarantanove individui. Quarantanove persone. Quarantanove essere umani, uomini e donne. Ventiquattro baci, per ricordare quella strage di Orlando che nelle scorse settimane ha scosso gli animi di tutto il mondo.
Nella settimana in cui la Sardegna festeggia il suo Pride con una sfilata colorata a favore dei diritti LGBT, a Palmas Arborea, un piccolo paesino dell’Oristanese, un gruppo di cittadini liberi decidono di quotarsi e finanziare un progetto carico di significato, realizzato da Gianluca Vassallo, dal nome Shoot Me! Orlando.
I manifesti, già appesi nei giorni precedenti in altre grandi città italiane, rappresentano una rivoluzione gentile, non violenta, per ricordare che no, un bacio non può essere negato a nessuno. Nella giornata di ieri, nel tardo pomeriggio, le fotografie appese sono state bruciate, a simboleggiare l’intolleranza verso il tema.
Ma la Sardegna non è questo. Palmas Arborea non è quell’immagine che sta girando in numerose testate giornalistiche, nazionali e non. Un gesto forte, condannabile, pregno di un significato fortemente negativo non può e non deve essere caricato sulle spalle di un’intera popolazione.
Il nostro movimento politico, che già nei giorni scorsi ha dichiarato di supportare il Sardegna Pride, è immagine di una Sardegna diversa e lavora per una terra capace di garantire diritti, senza discriminazioni. Quando impareremo a combattere battaglie a favore e non contro l’acquisizione dei diritti altrui, avremo fatto un grande passo avanti.
C’è tanto lavoro da fare, i pregiudizi si possono comprendere e superare investendo in cultura, ascolto, modalità di confronto reciproco, riconoscimento dell’altro da noi.
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(foto Lorenzo Corrias ©2016)



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