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EFFICIENTI POLITICHE ATTIVE DI PROMOZIONE DELL’OCCUPAZIONE

Nel 2013 la Sardegna registra un tasso di disoccupazione che si aggira intorno alla soglia del 15% contro il 9,9% del 2007.

I dati tra i giovani sono quelli che destano maggiore preoccupazione. In particolare, tra i giovani sardi di età compresa tra i 15 e i 24 anni è disoccupato in media il 47% (2012), quasi un giovane su due non lavora. Nello stesso tempo il tasso di disoccupazione per la fascia d’età immediatamente successiva (25 – 34 anni) è superiore al 20%.

SOLUZIONI:

  • favorire incrocio domanda-offerta;

  • aumentare le opportunità occupazionali e ridurre il tempo di disoccupazione tra un’occupazione e un’altra;

  • gli incentivi alla produzione devono prevalere sul controproducente predominare delle politiche di sostegno passivo alla disoccupazione, vera e propria anestesia per il sistema produttivo;

  • convergenza tra soggetti pubblici (CSL/CESIL) e privati (Enti di Formazione convenzionati), per la cooperazione con scuola, formazione professionale, Università, imprese, Pubbliche amministrazioni e parti sociali. Alle istituzioni pubbliche competerà la gestione amministrativa: dati sull’occupazione, monitoraggio mercato del lavoro nei singoli settori produttivi, certificazione dello stato di disoccupazione involontaria, sistema regionale di certificazione delle competenze. Banca dati regionale dei curricula. Agli attori privati speteranno le funzioni di collocamento/ricollocamento nel mercato del lavoro;

  • programmazione e pianificazione degli interventi attraverso il dialogo trasversale: Lavoro – Ricerca e Educazione – Agricoltura – Turismo;

  • incentivare la contrattazione collettiva decentrata: Regione e Parti Sociali per ricerca della soluzione vicina al problema, unita al metodo concertativo per la gestione condivisa delle problematiche del lavoro.

LA FORMAZIONE DI QUALITA’ CHE GENERA OCCUPAZIONE

L’assenza di programmazione di azioni di sviluppo e di Governance comporta la mancanza di collegamento con una visione strategica dei fabbisogni formativi e professionali delle imprese.

La formazione continua è intimamente legata ai mutamenti e ai bisogni del contesto economico-produttivo, questo deve essere costantemente monitorato. Imperativo per le imprese: adattabilità

SOLUZIONI:

  • elaborare una legge sul sistema educativo, di istruzione e formazione e un nuovo sistema di accreditamento delle agenzie formative, in linea con i mutamenti del sistema economico – produttivo;

  • governare i meccanismi di ricerca e di individuazione degli scenari futuri, tenendo come punto di riferimento costante la valorizzazione della vocazione e aspirazione personale di ogni sardo, in collegamento col contesto in cui vive, col sistema delle imprese e dei sistemi associativi;

  • introdurre misure di defiscalizzazione per le imprese che investono in formazione continua ed in percorsi di rientro per chi ha acquisito elevata professionalità all’estero;
  • promuovere agenzie formative legate al territorio e definire un codice etico di comportamento per tutte le agenzie che operano sul territorio sardo;
  • aggiornare e manutenere il repertorio delle figure professionali della Sardegna in linea col cambiamento del mercato del lavoro e della domanda;
  • favorire la cosiddetta staffetta generazionale: part-time per lavoratori prossimi alla pensione, unita all’incentivo per l’assunzione di giovani al di sotto dei 30 anni (per es. attraverso apprendistato), garantendo l’avvicendamento delle competenze ed il ricambio generale in azienda. In questo modo si consente l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro attraverso la “flessibilità positiva” dei lavoratori over 55 che devono continuare a lavorare  a seguito delle recenti riforme pensionistiche. Il giovane avrà la possibilità di essere inserito in un’azienda e magari essere affiancato direttamente dal lavoratore “in uscita”, quest’ultimo sarà incentivato ad alla trasformazione del contratto a tempo ridotto giacché è garantito il versamento integrale dei contributi previdenziali (a carico dell’investimento pubblico);

  • promuovere l’orientamento e la formazione lungo tutto l’arco della vita.

PERSONE, PREVENZIONE, PIANIFICAZIONE

Noi mettiamo la persona al centro di ogni politica del lavoro, ne vogliamo assecondare le aspirazioni e le passioni, interpretare e decodificare i bisogni, aiutare a realizzare il suo progetto professionale e di vita, creando spazi per far emergere la sua creatività e promuovendo la sua salute e felicità, per garantire tale scopo è necessario:

  • sviluppare competenze tecnico-professionali e specialistiche di ogni settore produttivo per creare occupazione e promuovere l’educazione all’esercizio della cittadinanza attiva competente: le persone si assumono consapevolmente la responsabilità dei propri diritti senza negoziarli;

  • promuovere e sostenere l’autoimprenditorialità – autoimpiego: “non cerco un lavoro, io creo lavoro”. La Sardegna deve essere in grado di offrire servizi di consulenza e accompagnamento per la creazione di impresa (accesso al credito, gestione fondi e investimenti; trafila amministrativa; individuazione settori strategici per la creazione di lavoro). Puntare sulle startup innovative: secondo il rapporto OCSE 2013 su Scienza, Tecnologia e Industria, le aziende nate da meno di cinque anni sono quelle che più contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro promuovendo la crescita;

  • organizzare di rete permanente di prevenzione e programmazione: Intendiamo sottolineare l’importanza che noi diamo alla connessione costante tra tutti gli strumenti regionali dedicati al lavoro. Costruire un tavolo che con regolarità si incontri per individuare ed analizzare problematiche e portarle a soluzione, è per noi logico e naturale, e ci sembra incredibile che finora non sia avvenuto. Vanno superati gli egoismi di settore o di strumento, per arrivare a comprendere che naturalmente si è interconnessi e l’obiettivo unitario deve essere quello di far crescere l’economia sarda, darle un supporto adeguato, dotarla di strumenti avanzati di programmazione e produzione, far emergere e sostenere eccellenze, aumentare sempre più l’occupazione creando opportunità per i giovani di oggi e le future generazioni affinché non debbano emigrare per mettere a frutto le proprie competenze e capacità.


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