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Anna Floris

È triste constatare ancora una volta che la classe politica attuale consideri i sardi emigrati (studenti e non) come un corpo estraneo e non come parte attiva della società sarda. Anche alle prossime elezioni regionali, infatti, di fatto verrà negato loro il diritto di voto. 
La RAS opera un’irragionevole discriminazione fra chi risiede ancora in Sardegna e chi no: solo questi ultimi infatti potranno usufruire dei rimborsi (parziali) per le spese di viaggio, motivo per cui tanti emigrati ancora residenti in Sardegna rinunceranno al desiderio di esprimere la propria preferenza a causa dei costi di viaggio proibitivi.
E allora il mio pensiero si rivolge con particolare attenzione a quelle decine di migliaia di studenti sardi fuori sede ancora residenti nell’Isola, che magari l’hanno abbandonata solo da qualche anno e in cui fanno ritorno spesso. I giovani fuori sede, nonostante siano domiciliati oltremare, sono ancora, a tutti gli effetti, parte integrante della società sarda e hanno ben chiari quali siano i principali problemi della Sardegna, e in particolare, quelli che andranno affrontati e risolti nei prossimi 5 anni. Ecco, è a questa fetta di società che si sta negando la possibilità di dare un contributo alla crescita sociale ed economica della nostra terra.
Non credo alle finte giustificazioni che ogni volta si sentono dare “non ci sono fondi per garantire i rimborsi a tutti”, oppure “le priorità sono state atre”, non possono esserci priorità più importanti del diritto dei sardi di decidere del proprio futuro.
La verità è che è mancata la volontà politica di dare la possibilità alla diaspora sarda di esprimersi, perché i mezzi alternativi e probabilmente anche meno costosi non mancano (come il voto per corrispondenza). 
Non si tratta di un problema quantitativo, di voti mancanti, è un problema qualitativo, ovvero di scelte politiche: significa che non si ritiene importante dar voce a molte tra le menti più fresche della società sarda. 
E questo è un grave errore di prospettiva: quelle menti, le nostre menti, sono il futuro.
Per ProgReS e per Sardegna Possibile, i giovani emigrati non sono un corpo estraneo. Sono una risorsa preziosa per il destino della nostra nazione, e come tale va trattata. 
E il senso della mia candidatura vuole essere anche questo: dar voce alle istanze finora inascoltate della nuova diaspora sarda.

Anna Floris
Studentessa (fuori sede)
Lista ProgReS – Circoscrizione Sassari



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