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Maria Cristina Stocchino

A Porto Torres, pochi giorni fa ho partecipato a un incontro pubblico con il Ministro dell’Ambiente Orlando. La sala è angusta, sto in piedi tutto il tempo, circa un’ora e mezzo, troppo poco tempo, a mio avviso, per parlare di temi così importanti. Inizia a parlare un giovanissimo attivista (13 anni!) di Plant for the Planet, probabilmente il miglior contributo della serata. Si prosegue con interventi di varie personalità politiche e istituzionali di Porto Torres e Sassari, quasi tutti fortemente critici, tranne quelli del sindaco Ganau e della presidente della provincia Giudici (ovviamente). Si parla di gravi situazioni come quella del Parco dell’Asinara e soprattutto di gravi ritardi nell’attuazione delle bonifiche, di chimica verde e di cardi che, parliamoci chiaro, sono un flop.

E il ministro Orlando risponde. Prima di tutto risponde proprio a Giovanni, il ragazzo che pianta alberi per salvare l’ambiente, e lo fa sottovalutando l’intelligenza sua e quella di tutta la platea, dicendo che non è un problema italiano, è un problema mondiale e finché il mondo non si prenderà le sue responsabilità nel disastro ambientale, non si può fare niente. Da lì in poi snocciola un’infinita serie di dati e parla di milioni di euro a disposizione, che però dobbiamo riuscire a spendere bene perché, in passato, non abbiamo dimostrato grosse capacità in tal senso. È sempre colpa di qualcun altro: della Regione, della Provincia, del Comune (comunque un passo avanti rispetto al “mondo” citato prima, visto che ha di fronte gli amministratori del suo partito). Dice che le bonifiche sono iniziate. Però quella che riguarda il sito più inquinato, cioè la collina di Minciaredda (che continua a fare disastri perché il percolato si mescola ai fanghi tossici e finisce nella falda e nel mare) non è ancora partita perché, nonostante il ministero abbia fornito tutti i dati necessari a Eni, l’azienda non ha ancora presentato il progetto di Bonifica. Bisogna tenere presente che l’Ente Nazionale Idrocarburi, nonostante la privatizzazione, di fatto è ancora controllata dallo stato italiano che, se anche non dispone della maggioranza assoluta dei voti in assemblea, ha tutta una serie di poteri speciali. E se non viene presentato il progetto di Bonifica, non si può approvare, e finché non viene approvato non si può fare fretta a Eni, perché la legge non lo consente! Il pensiero è di per sé farraginoso, ma avete capito bene: Porto Torres deve aspettare che l’Eni si degni di presentare il progetto per la bonifica. Anche questa volta il ministero non c’entra niente. Il ministro dell’ambiente non può legalmente mettere fretta a una Società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Il tempo scorre e il malumore cresce, la sala non sembra molto contenta di queste risposte. Il vocio di disapprovazione aumenta, perdo le ultime veloci battute, ma capisco una cosa: la chimica verde, per loro, è l’unica soluzione di sviluppo per Porto Torres. Parlano di 380 posti di lavoro (ma dal 2000 hanno perso il lavoro circa 3400 persone fra operai effettivi, anche di altre aeree come per esempio Alghero, e indotto), ed è un dato che appare in contrasto con alcuni dati precedenti che indicano un massimo di 180 posti di lavoro. A me non sembra sviluppo, a me sembrano briciole.

«Rischio di perdere l’aereo – dice il ministro Orlando – ma devo dedicare cinque minuti al Parco…». Cinque minuti al Parco che potrebbe dare lavoro a molte più persone di quelle impiegate nel grosso investimento di Matrika? Cinque minuti a un parco nazionale, sito di interesse ecologico europeo e internazionale, al centro del Santuario dei cetacei? Cinque minuti a un patrimonio inestimabile che stanno continuando a trascurare, che continuano a permettere di inquinare perché non possono mettere fretta a Eni (controllata di fatto dallo Stato Italiano)?

A conclusione dell’incontro l’ultima perla: «Stiamo contrattando con E.On per un potenziamento dell’impianto di Fiume Santo per consentire alla Sardegna di essere autosufficiente dal punto di vista energetico». Il ministro forse sta scherzando… La Sardegna è autosufficiente dal punto di vista energetico e il surplus lo vende, o meglio lo svende. Come può un Ministro dell’Ambiente non saperlo? Come può venire a Porto Torres ed essere così impreparato su temi fondamentali come questi? Come può circondarsi di gente così incompetente da non reperire dei dati corretti?

Quella del ministro è stata una pessima figura, lui e i suoi sodali del PD hanno mostrato grave incompetenza e mancanza di serietà. Non è più possibile pensare di delegare il governo della nostra terra a una classe politica così arretrata e incapace. Dobbiamo farcene carico noi che la amiamo e la conosciamo davvero.

Maria Cristina Stocchino

Candidata per Gentes prov. Sassari.
Veterinario Omeopata e Agopuntore, libero professionista, 51 anni, due figli.



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