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La scuola sarda, un luogo di crescita

Categories: La Voce dei Candidati

Carla Carcangiu

La scuola sarda riflette il malessere delle nostre comunità: le famiglie, gli studenti, gli operatori e gli insegnanti vivono con disagio e difficoltà il tempo che devono dedicarvi.

Spesso questa istituzione viene considerata come un luogo in cui scaricare responsabilità che dovrebbero essere di competenza delle figure che operano nel territorio: l’educazione ambientale, alla salute, legale, la prevenzione, la convivenza civile e la cittadinanza, l’orientamento, ecc. sono solo alcuni dei compiti che la scuola deve affrontare con forze sempre più esigue sia dal punto di vista del personale scolastico sia da quello dei fondi.

È necessario che l’istruzione riacquisti il ruolo primario che deve avere in una società civile in cui le nuove generazioni rappresentano una risorsa da curare e sostenere; si deve fare in modo che esca dall’isolamento in cui è relegata e che tutti gli operatori del territorio interagiscano in modo attivo e proficuo.

La scuola deve essere un luogo di crescita dove le disparità e le diseguaglianze vengono combattute per offrire a tutti pari opportunità e in cui gli interventi didattici devono essere individuati e programmati contando sul sostegno delle figure professionali che operano nei servizi socio-psico-pedagogici del territorio.

I programmi scolastici devono essere rivisti perché oggi non prestano abbastanza attenzione alla storia e alla cultura sarda: la rimozione del nostro vissuto storico ci ha indotto a considerare il nostro passato e la nostra lingua come cose di nessun valore.

L’assenza dell’idea di noi stessi come popolo ci ha fatto perdere la fiducia, il senso di collettività e di bene comune. La formazione del cittadino consapevole di sé e del suo ambiente non può prescindere dalla conoscenza del vissuto della propria terra.

Per fare ciò la scuola ha bisogno di essere coadiuvata dalle istituzioni culturali presenti nel territorio: archivi, musei, biblioteche. Per favorire l’interazione tra la scuola e il mondo esterno occorre semplificare l’iter burocratico che rallenta e spesso blocca gli interventi e la realizzazione di progetti volti a migliorare l’offerta formativa.

Sono necessari provvedimenti, non solo per mettere in sicurezza gli edifici, ma anche per favorire e sviluppare il senso civico e la collaborazione, occorrono infatti ambienti, arredi e spazi di lavoro e ricreativi che favoriscano lo stare insieme.

La scuola sarda deve essere in grado di promuovere competenze e strumenti critici, di incentivare un’apertura sociale al di là dei confini domestici, del vicinato e della parentela e di ravvivare la speranza e la fiducia in un futuro migliore.

Carla Carcangiu
Candidata nella lista ProgReS a Carbonia/Iglesias

(Insegnante)

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